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I quilombos erano villaggi creati da schiavi neri fuggiaschi, ma quello di Palmares, fondato intorno ‎al 1580 era divenuto un vero e proprio Stato, una repubblica, visto che aveva raggiunto ‎un’estensione prossima a quella del Portogallo.

Nzinga Mbandi: l’indomita Regina Angolana che fermò i Coloni Portoghesi.

Quando, nel XVI secolo, i commercianti portoghesi di schiavi allargarono il loro raggio di azione dal settentrione del continente, al Congo e all’Africa sud-occidentale a seguito della concorrenza franco-inglese, non avrebbero potuto certo prevedere che la più ostinata resistenza sarebbe provenuta da una donna, divenuta poi un temuto, ma rispettato, avversario politico.

Nzinga di Ndongo e Matamba, nota anche come Nzinga Mbandi, Anna Nzinga e Rainha Ginga, nata nel 1583, era la figlia del sovrano di Ndongo, un regno dei popoli Mbundu, nell’odierna Angola. Fu solo dopo la sua morte, nel 1663, che i portoghesi, ormai privi della sua valorosa opposizione, poterono accelerare l’occupazione coloniale del territorio appartenuto alla fiera regina e far prosperare il commercio degli schiavi.

LA RIBELLIONE DEGLI SCHIAVI AFRICANI E LA NASCITA DEI «QUILOMBOS»

Naturalmente, come si può facilmente immaginare, nessuna etnia reagì o si arrese in blocco. I Bantu resistettero alla schiavitù tanto quanto gli schiavi provenienti dalla Costa de Minas (attuale Golfo della Guinea) e, anzi, furono tra i più numerosi ad adottare come strategia la fuga e la creazione dei Quilombos, interi villaggi costruiti  nell' entroterra selvaggia  del Brasile.  I Quilombos rappresentarono un modello di resistenza alla schiavismo e anche una forma di mantenimento collettivo di usi e costumi della popolazione nera. La quale, successivamente, ha avuto un peso determinate nella costruzione del sistema politico, sociale, gastronomico e religioso brasiliano. Nelle scuole e nei centri culturali, per l'occasione, si svolgono iniziative volte a valorizzare l'eredità lasciata dagli africani. Gli studi su tale argomento dimostrano che molti di questi insediamenti sono arrivati sino ad oggi con delle strutture organizzative che appartengono a società sub-equatoriali, e quindi di tradizione Bantu.  Il termine Quilombo, che deriva da una espressione Kimbundu proveniente dall’Angola, significa: «villaggio guerriero» o semplicemente «insediamento». Anticamente i Qilombos in Angola furono la risposta militare della leggendaria Regina N’zinga che, nel XVII secolo mise più di una volta sotto scacco le truppe portoghesi. Fu solo dopo la sua morte, nel 1663, che i portoghesi, ormai privi della sua valorosa opposizione, poterono accelerare l’occupazione coloniale del territorio appartenuto alla fiera regina e far prosperare il commercio degli schiavi. Dal nome di questa leggendaria regina si dice derivi la parola «ginga», che sta ad indicare il passo base della Capoeira. I quilombos erano villaggi creati da schiavi neri fuggiaschi, ma quello di Palmares, fondato intorno ‎al 1580, era divenuto un vero e proprio Stato, una repubblica, visto che aveva raggiunto ‎un’estensione prossima a quella del Portogallo e vi vivevano decine di migliaia di persone in diversi ‎insediamenti. I portoghesi, che sistematicamente attaccavano i quilombos, sterminandone gli ‎abitanti, non erano mai riusciti a spuntarla con quello di Palmares.‎Zumbi (1655-1695) era nato a Palmares, era nato libero, ma fu catturato in tenera età e affidato ad un missionario ‎che gli insegnò il portoghese e il latino e lo battezzò col nome di Francisco. A 15 anni il giovane ‎schiavo scappò e tornò al suo quilombo natale dove, nel 1678, si mise a capo della resistenza. I ‎portoghesi, dopo ripetute aggressione andate a vuoto, assoldarono dei mercenari, i ferocissimi ‎coloni «bandeirantes», che nel 1694 attaccarono in forze Palmares e la distrussero. Zumbi – ‎‎«fantasma», «spettro», «immortale», questo il nome di battaglia acquisito per la sua abile resistenza, ‎il nome vero non lo conosciamo – fu ferito ma riuscì a sottrarsi alla cattura. Morì in battaglia ‎qualche tempo dopo, il 20 novembre del 1695. La sua testa fu per molto tempo esposta sulla piazza ‎centrale di Recife, per convincere la gente che Zumbi non era un guerriero immortale.

Il combattimento di Palmares nel 1694 tra l' esercito portoghese e i fuggiaschi africani

Zumbi è oggi per la popolazione brasiliana, un simbolo di resistenza.  Il 20 Novembre 2010 si celebra in tutto il Brasile la Giornata Brasiliana della Coscienza Nera che ricorda la data dell' assasinio di Zumbi dos Palmares, leader e simbolo della lotta contro la schiavitù in Brasile.

Le differenze razziali tra bianchi e neri in Brasile. La via verso l' uguaglianza è ancora in corso.

Zumbi (1655 – 20 novembre 1695) fu l'ultimo leader del Quilombo dos Palmares, nell'odierno stato dell'Alagoas, in Brasile. I quilombos erano comunità politicamente autonome, fondate da schiavi fuggiti dalle fazendas e dagli altri luoghi di prigionia del Brasile ai tempi della schiavitù. Il 6 febbraio 1694, dopo 67 anni di resistenza contro i coloni portoghesi ed olandesi, il Quilombo dos Palmares venne distrutto dalle truppe di Domingos Jorge Velho. Zumbi sopravvisse all'attacco e si rifugiò nella macchia, dove trascorse i successivi due anni, per poi morire il 20 novembre 1695 in un'imboscata. E proprio il 20 novembre, in onore alla leggendaria figura guerriera di Zumbi, divenuto il simbolo della lotta degli afro brasiliani contro il razzismo e la discriminazione razziale, si celebra in tutto il paese il «DIA DA CONSCIÊNCIA NEGRA» (Giorno della coscienza negra).

Dandara era un guerriero afro-brasiliano del periodo coloniale del Brasile . Era sposata con Zumbi dos Palmares e aveva tre figli. Dopo essere stata arrestata il 6 febbraio 1694, si suicidò, rifiutandosi di tornare ad una vita di schiavitù. Oggi è una figura misteriosa, perché non si sa molto della sua vita.  Quando era una ragazza, si unì ad un gruppo di afro-brasiliani per combattere la schiavitù in Brasile. Contribuì a creare strategie per proteggere Palmares. 

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