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Olocausto Africano, dimenticato dagli occidentali




Si chiama Maafa, è l’equivalente del termine Shoah, riferito all'Olocausto africano, detto anche Olocausto della schiavitù, o Black Holocaust. Deriva dallo swahili e significa “disastro, tragedia”. Si riferisce ai 500 anni di schiavitù, imperialismo, colonialismo, apartheid. Tutto il continente ne porta ancora le conseguenze, sia sociali che economiche.

Il colonialismo non è terminato, come sostengono i libri di scuola, con il ritiro degli eserciti occidentali dalle colonie. Bensì ha cambiato forma. Il “colonialismo post-moderno” avviene mediante dei governanti locali che rispondono agli interessi stranieri e lobbistici, e non a quelli del proprio popolo e della propria terra. Regimi autoritari che mantengono il popolo nella miseria, reprimendo ogni forma di dissenso, anche la più pacata. “Se noi europei non andavamo a saccheggiarli, oggi non sarebbero in condizioni di povertà”. “Li abbiamo colonizzati, schiavizzati, abbiamo depredato le risorse e ce ne siamo andati lasciandoli morire di fame“. Concetti simili, tutti giusti nel merito, ma sbagliati in quanto riferiti ad una epoca coloniale che parrebbe appartenga al passato e terminata con il ritiro delle truppe. Il colonialismo non è finito. Si è semplicemente trasformato. Se in passato i governi europei imponevano i loro interessi con la forza delle armi, e con l’occupazione militare, oggi non ne hanno più bisogno. Dopo decenni di colonizzazione, gli europei hanno “creato” una classe dirigente fedele ai loro interessi più che alla popolazione, e gli hanno consegnato le nazioni. In parole povere, governi fantoccio. Filo-guidati dall'ex colonizzatore, che “ufficialmente” si è ritirato, ma continua ad influire nelle scelte delle ex colonie, favorendo gli interessi non della propria nazione, bensì delle lobby della propria nazione. I pochi governanti che hanno cercato di cambiare questo stato di cose, come Thomas Sankara, sono stati assassinati o destituiti, anche con colpi di stato. In alcuni casi, per acquisire il controllo delle nazioni sono stati concessi significativi prestiti, che sono finiti nelle casse dei dittatori, non certo a beneficio delle popolazioni, pur quanto indebitare un popolo non è mai qualcosa di positivo. Infatti i debiti lievitano, e rendono la nazione succube dei creditori, con il beneplacito dei governanti burattini di turno che pensano solo ad arricchire le loro famiglie. Grazie a governi corrotti, a dittatori autoritari disposti a tutto per i propri personali interessi, le risorse naturali vengono sfruttate dalle lobby straniere, che in cambio lasciano tanto inquinamento e qualche briciola. In Africa si sono insediate industrie inquinanti, e sovente vengono smaltiti i rifiuti più inquinanti provenienti dall’Europa.

È facile dire “devono stare a casa loro” ed altri simili slogan, dopo che siamo stati noi (arabi, europei, americani) per primi ad andare a casa loro. E se questa gente oggi è costretta a scappare dalle loro terre, è per colpa nostra. Di quello che abbiamo fatto e di quello che stiamo continuando a fare. I popoli europei hanno portato morte e distruzione in tutto il mondo. Abbiamo “scoperto le americhe”, trucidando senza pietà cento milioni di indiani nativi solo nelle terre che oggi conosciamo come Stati Uniti d’America (gli USA) per non parlare di quello che abbiamo combinato anche in sud America, dove oltre a schiavizzare i popoli locali, e spogliandoli non solo dei loro beni, ma della dignità di uomini. Sono stati deportati in Sud America oltre 10.000.000 di schiavi provenienti dall’Africa, persone che venivano catturate e vendute come schiavi, che venivano private della libertà e costrette a lavorare duramente, in cambio di una ciotola di riso. Vivevano incatenati, il padrone poteva infliggere loro qualsiasi punizione, e solo in alcuni luoghi l’uccisione di uno schiavo era considerato un reato. La stessa sorte, anzi forse peggiore, capitava alle schiave, abusate come potete immaginare, in tutti i sensi.

Pochi sanno che la schiavitù fu avallata e autorizzata dalla Chiesa, tramite un’apposita bolla papale. Di seguito riporto brevemente come la Chiesa operò riguardo la tratta atlantica degli schiavi: Il 16 giugno 1452 papa Niccolò V aveva scritto la bolla Dum Diversas, indirizzata al re del Portogallo Alfonso V, in cui riconosceva al re portoghese le nuove conquiste territoriali, lo autorizzava ad attaccare, conquistare e soggiogare i saraceni, i pagani e altri nemici della fede, a catturare i loro beni e le loro terre, a ridurre gli indigeni in schiavitù perpetua e trasferire le loro terre e proprietà al re del Portogallo e ai suoi successori. Questo documento, con altri di simile tenore, venne usato per giustificare lo schiavismo. Spesso si leggono articoli sull'inquisizione, sulle crociate, sulla “caccia alle streghe” che costò la vita a migliaia di donne, ma difficilmente qualcuno ricorda il ruolo e le responsabilità della Chiesa sulla tratta degli schiavi. La cosa “bella”, per così dire, che fa capire come funzionano le cose, e come i carnefici manipolino le masse, è che oggi, le popolazioni del Sud America, ed in particolare in Brasile, dove sono stati deportati milioni di schiavi dall'Africa, con l’avallo del Vaticano, la religione ufficiale, seguita dalla maggioranza delle persone, è proprio quella cattolica. Milioni di persone discendenti di schiavi seguono e ubbidiscono alla stessa chiesa che ha autorizzato la tratta degli schiavi, imponendo la religione in questione a popolazioni che non la conoscevano.

La tratta degli schiavi è una delle pagine più buie e grigie della storia dell’umanità, ma è caduta nel dimenticatoio. Per secoli e da secoli gli arabi, poi gli europei (ed in seguito i loro discendenti statunitensi) sfruttano e piegano ai loro interessi il mondo intero. Se in Sud America ed in Africa fanno la fame, è grazie ai nostri governi. Non solo a quelli responsabili della tratta degli schiavi e del colonialismo, ma anche dei più recenti, che hanno favorito l’ascesa e vanno a braccetto con sanguinari dittatori, pronti a svendere le risorse naturali del proprio paese in cambio di ricchezza personale, sacrificando milioni di esseri umani. L’unico governante africano che ha provato a conseguire gli interessi del proprio popolo, fu Thomas Sankara, che ovviamente fu fatto uccidere. Sankara pur con pochi mezzi, riuscì a risollevare le condizioni del Burkina Faso. Riuscì a garantire un piatto di riso a tutta la popolazione. Dopo il suo assassinio, il Burkina Faso è tornato a fare la fame.

Purtroppo a scuola ci insegnano quello che gli pare, quello che fa comodo al potere e alla élite. Ci sono tragedie che vengono ricordate solennemente tutti gli anni, come l’olocausto ebraico, e altre che non trovano menzione nella storia, come il genocidio armeno, la tratta degli schiavi. Quest’ultima pagina di storia viene insegnata molto blandamente ed in modo sfumato, distante, come se fosse una novella e non storia. Non ci sensibilizzano, non ci fanno capire cosa abbiamo combinato. Le atrocità indicibili che abbiamo commesso. Abbiamo distrutto la vita a milioni di persone, rendendo impossibile il loro futuro, e pretendiamo che se ne stiano li a morire di fame, mentre le nostre multinazionali saccheggiano quello che gli è rimasto, lasciando un 5-10% degli utili alla famiglia del despota di turno, e portando in occidente il resto. Al massimo le popolazioni locali possono lavorare duramente nelle raffinerie nigeriane, nelle miniere, nella raccolta dei diamanti o nell'estrazione dell’oro, per una paga spesso non superiore ai 3-4 dollari al giorno. Vedo persone che si lamentano della crisi, quando questa per loro significa dover rinunciare ad una cena al mese, cambiare cellulare una volta all'anno e non ogni sei mesi, fare le vacanze un po’ più modeste del solito, che poi inveiscono contro coloro a cui è stato tolto tutto. Ognuno pensa al proprio orticello, se il vicino di casa viene calpestato non ci riguarda, importante è che non tocchi a noi. Ecco come ragiona la maggioranza delle persone. Pronte a difendere i propri privilegi con le unghie e con i denti, e menefreghisti totali per ciò che riguarda gli altri.

Certamente la soluzione non è nella migrazione di massa dei popoli africani verso l’Europa, ma questa è l’unica possibilità che intravedono queste popolazioni vessate. I governi occidentali avevano promesso di devolvere una piccola percentuale del proprio PIL al contrasto della fame nel mondo, avevano promesso – negli anni 70′-80′ – che entro il 2000 avrebbero debellato la fame nel mondo. Invece la fame nel mondo e la miseria sono aumentate. E stanno sbarcando anche in Europa. L’errore che commettono gli europei, è pensare che a loro non sarà mai fatto ciò che è stato fatto ad altre popolazioni, come se per i poteri forti un cittadino con passaporto italiano o francese o canadese, fosse più importante di un iracheno, un libico o un afghano. A queste persone stanno a cuore solo i propri interessi, e nulla più. Fino a qualche decennio fa, per poter fare quello che gli pare all'estero, i poteri forti avevano la necessità di godere del consenso dei loro popoli. Che in qualche modo, dovevano “avallare” il loro operato. Le popolazioni occidentali stavano bene, vivevano abbastanza agiatamente, e se ne fregavano di cosa i lobbisti ed i loro governi facessero in colonie lontane migliaia di chilometri. Oggi l'élite dominante non ha più bisogno del nostro "consenso", non si deve più preoccupare di farci stare bene. Le logiche del potere e del controllo globale sono cambiate.

L’olocausto africano non è stato causato solo dagli occidentali (termine corretto visto che gli europei dell’est non hanno nessuna colpa) ma anche, come abbiamo accennato, dalle altre potenze del passato e del presente. Purtroppo ci si dimentica che i soli arabi sono stati responsabili di una tratta stimata tra i 10 e i 18 milioni di persone (vedi Zanguebar, il paese degli Zanj), ed anche gli africani furono forti schiavisti in particolare gli etiopi, d'altronde senza l’appoggio di africani era impossibile per gli europei addentrarsi nell'interno dell’Africa. Anche adesso il neocolonialismo è fatto sia dalle potenze arabo-islamiche (Arabia Saudita su tutti) sia da India e Cina. Quest’ultima controlla praticamente l’economia di alcuni stati tra cui Angola e Zambia.

Non va inoltre dimenticato che gli invasori europei hanno colonizzato l'Africa secondo il principio dettato dalla legge "Terra Nullius", un'espressione latina che deriva dal diritto romano che significa "Terra di Nessuno", e che viene utilizzata nel diritto internazionale per descrivere "... un territorio che non è mai stato soggetto alla sovranità di uno stato, o di un qualsiasi regnante sul quale abbia esplicitamente o implicitamente rinunciato alla sovranità. La sovranità sul territorio, che è "Terra Nullius" può essere acquisita attraverso l'occupazione”. Molte isole sono state acquisite in questo modo, quando è stato possibile macellare la piccola popolazione e facilmente dimostrare che la terra era vuota prima dell'arrivo di potenze coloniali. Ma ben presto, le potenze coloniali furono nella difficoltà di trovare “terreni appartenenti a nessuno”. L'Africa non è mai stata una Terra di Nessuno. Di conseguenza, la legge "Terra Nullius" è stata modificata includendo "... la terra abitata da selvaggi e persone incivili". Ma anche in questo caso, il potere coloniale ha trovato difficoltà a dimostrare che l'Africa era una terra di selvaggi e popolata da persone incivili, incontrando invece, come incontrovertibilmente dimostrato, re e regni con grandi palazzi e norme politiche e sociali altamente sviluppate. In questa fase, il potere coloniale ha dovuto distruggere ogni segno di civiltà. Da allora in poi, il potere coloniale ha speso un sacco di energie per distruggere e bruciare edifici storici e monumenti africani, per macellare l'élite africana di ingegneri, scienziati, artigiani, scrittori, filosofi, ecc. Nel "Musée d'Histoire Naturelle" di Parigi sono esposte 18.000 teste umane di persone uccise dalle truppe coloniali francesi e dai missionari. Tra le teste ci sono quelle di re africani e delle loro famiglie, di ingegneri africani, scrittori, ufficiali dell'esercito, capi spirituali, ma anche di uomini comuni, donne, bambini, tanto che ai francesi è sembrato strano, abbastanza esotico o interessante l'aver ucciso per arricchire il loro Museo di Storia Naturale in cui essi mostravano principalmente teschi di animali per rappresentare la bio-diversità e l'evoluzione. La Francia non rimase sola nella competizione europea di decapitare il massimo della varietà di persone esotiche. I teschi e teste di molti africani sono stati trovati in musei e luoghi insoliti in giro per l'Europa. Un'altra conseguenza della legge "Terra Nullius" definita come una terra abitata da selvaggi, ha portato alla cattura di africani mostrati poi negli zoo e manifestazioni pubbliche in tutta Europa, per dimostrarne la condizione primitiva, l'inferiorità e la barbarie del popolo africano.

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