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Fustigazione di uno schiavo nero brasiliano. Dipinto di Johann Moritz Rugendas (1827-35)


La schiavitù fu di forte sostegno per lo sviluppo dell'economia coloniale brasiliana, soprattutto nella produzione di minerali e canna da zucchero. Il 35,3% di tutti gli schiavi coinvolti nella tratta atlantica degli schiavi africani finì nella colonia del Brasile, per un totale di oltre 4 milioni di schiavi (più di qualsiasi altro paese). A partire dal 1550 i portoghesi cominciarono a comprare gli schiavi africani per farli lavorare nelle piantagioni di zucchero, una volta che i nativi Tupi iniziarono a scarseggiare. Anche se il primo ministro dell'impero portoghese Sebastião José de Carvalho e Melo abolì la schiavitù nel Portogallo europeo a partire dal 1761, essa continuò prospera nelle colonie d'oltremare. La schiavitù venne praticata da tutte le classi sociali, vi furono proprietari poveri e schiavi di altri schiavi.


La schiavitù fu di forte sostegno per lo sviluppo dell'economia coloniale brasiliana, soprattutto nella produzione di minerali e canna da zucchero. Il 35,3% di tutti gli schiavi coinvolti nella tratta atlantica degli schiavi africani finì nella colonia del Brasile, per un totale di oltre 4 milioni di schiavi (più di qualsiasi altro paese). A partire dal 1550, i portoghesi cominciarono a comprare gli schiavi africani per farli lavorare nelle piantagioni di zucchero, una volta che i nativi Tupi iniziarono a scarseggiare. Anche se il primo ministro dell'impero portoghese Sebastião José de Carvalho e Melo abolì la schiavitù nel Portogallo europeo a partire dal 1761, essa continuò prospera nelle colonie d'oltremare. La schiavitù venne praticata da tutte le classi sociali, vi furono proprietari poveri e schiavi di altri schiavi.

A San Paolo (Brasile) i bandeirantes, avventurieri principalmente di origini portoghesi o miste, penetrarono costantemente verso ovest alla ricerca di schiavi nativi. Lungo il Rio delle Amazzoni e i suoi maggiori affluenti, ripetuti scontri e attacchi punitivi lasciarono il segno. Nel 1740, un viaggiatore francese, descrisse centinaia di chilometri di banchine fluviali, senza il minimo segno di vita umana e villaggi, una volta fiorenti devastati e vuoti. In alcune zone del bacino dell'Amazzoni ed in particolare tra i Guaraní del Sud brasiliano e del Paraguay. Nella seconda metà del XIX secolo, molti nativi americani risultarono trovarsi in uno stato di schiavitù e costretti a lavorare nelle piantagioni di caucciù.

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