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Cultura africana in America



In Brasile, le prime testimonianze relative alla Capoeira risalgono alla prima metà del XVII secolo, e si basano sulle testimonianze di alcuni soldati che avevano l’incarico specifico di catturare gli schiavi fuggiti dalle piantagioni. Si racconta che questi schiavi nel tentativo estremo di fuggire alla cattura, affrontassero i soldati a mani nude praticando uno stile di lotta molto particolare fatto di calci e testate. Il mito diffuso è che la Capoeira fosse un modo per gli schiavi di allenarsi a combattere dissimulando, agli occhi dei carcerieri, la lotta con la danza. Questo può essere vero solo per uno stadio molto primitivo del suo sviluppo, perché in realtà la pratica della Capoeira a partire dal 1814 venne vietata agli schiavi, assieme ad altre forme di espressione culturale, principalmente per impedirne l'aggregazione, anche se alcune fonti dicono che questa forma di arte marziale ha continuato ad esistere e svilupparsi considerando il fatto che sia sopravvissuta fino ai nostri giorni. Oggi, accompagnati al suono del berimbau e di percussioni come il pandeiro, l’atabaque e l’agogò, i capoeristas si fronteggiano al centro delle *rodas cominciando l’esibizione con un inchino in onore del berimbau, che è lo strumento principe che comanda e detta i tempi del “jogo”. I riti e le credenze sopravvivono come la più innocente forma di divertimento: la danza e i canti.

Le danze riportano movimenti e gesti codificati nella cultura d’origine, memorie di un mondo perduto, da cui furono strappati; da questa violenza, compiuta dall’uomo sull’uomo, sono nati questi stili di danze unite dal Free Step.

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