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Abramo Lincoln: «Non sono mai stato favorevole alla parità sociale e politica della razza bianca e n



«Non sono, e non sono mai stato, favorevole a una qualsiasi realizzazione della parità sociale e politica della razza bianca e nera; esiste una differenza fisica tra la razza bianca e nera che credo impedirà per sempre alle due razze una convivenza in termini di parità sociale e politica. E poiché esse non possono convivere in questa maniera, finché rimangono assieme ci dovrà essere la posizione superiore e inferiore, e io, al pari di chiunque altro, sono favorevole a che la posizione superiore venga assegnata alla razza bianca.» ( Abramo Lincoln ).

Lincoln è accreditato come colui che liberò gli schiavi afroamericani con il Proclama di emancipazione, che liberò gli schiavi nelle aree della Confederazione non ancora controllate dall’Unione; nei territori del Nord il Proclama di emancipazione non attuò cambiamenti radicali, in quanto il sistema economico-lavorativo non si basava sullo schiavismo. Tuttavia Lincoln mantenne temporaneamente la schiavitù negli Stati dell’Unione al confine con i Confederati, il Missouri, il Kentucky, il Delaware e il Maryland, per non perdere i suddetti stati che appartenevano all’Unione ma non si erano pronunciati sulla questione della schiavitù. L’abolizione della schiavitù negli stati ribelli, uno degli obiettivi della guerra, divenne l’impulso per la modifica del tredicesimo e del quattordicesimo emendamento della costituzione americana, che rispettivamente abolivano la schiavitù e stabilivano i diritti civili federali. Nonostante le conseguenze che ebbe la sua azione determinante nella lotta alla schiavitù, le sue posizioni sul problema delle diverse popolazioni non erano naturalmente come quelle odierne. A dimostrazione di ciò è chiarificante una sua dichiarazione del 1858 (sopra citata).

Alcuni studiosi, tra cui Stacy Pratt McDermott, ammoniscono a non dare facili ed errate interpretazione della visione di Lincoln sulle uguaglianze razziali scrivendo che le frasi sopra riportate sono tipiche manifestazioni della psicologia di chiunque in quel periodo: nessuno è indenne dallo spirito del tempo, per cui non si possono impiegare acquisizioni culturali recenti per giudicare uomini dell’Ottocento, scrive McDermott. Altrimenti, se un antischiavista come Lincoln fosse equiparato a uno schiavista come Douglas, sarebbe la fine della storia in un mondo confuso e uniforme.

A Lincoln è riconosciuto il merito di aver allo stesso tempo preservato l’unità federale della nazione, sconfiggendo gli Stati Confederati d’America (favorevoli al mantenimento della schiavitù) nella Guerra di secessione americana. L’operato di Lincoln ha avuto una duratura influenza sulle istituzioni politiche e sociali degli Stati Uniti, dando inizio ad un maggiore accentramento del potere del governo federale e ponendo un limite al raggio d’autonomia dei governi dei singoli Stati. L’autorevolezza di Lincoln è stata rafforzata dalla sua abilità di oratore, e il Discorso di Gettysburg, il più significativo e famoso da lui pronunciato, è considerato una delle pietre miliari dell’unità e dei valori della nazione americana.

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