Gli uomini primitivi in qualsiasi parte del mondo adoravano il pulsare del pianeta, che manifesta la sua forza con l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra. Con le danze, essi cercavano di ottenere coraggio, compassione, di prevedere il futuro tramite visioni o di guarire. Danzare era un po’ come pregare o rendere omaggio.

Caratteristica primaria della danza afro è che si balla a piedi nudi per avere un contatto più diretto con la Terra, elemento naturale fondamentale per gli africani. Per loro danzare è come parlare ed ogni passo di danza rappresenta una parola volta a creare un discorso.

Maschera per i riti sacri delle tribù della Costa D'Avorio

Le maschere sono un elemento fondamentale della cultura tradizionale e dell'arte dei popoli dell'Africa subsahariana e occidentale. Diverse culture associano a questi oggetti differenti significati specifici, ma sono elementi costanti l'attribuzione alle maschere di significati spirituali, il loro uso nelle danze e in altri riti religiosi, e il riconoscimento di uno speciale status sociale agli artisti che le realizzano e a coloro che le indossano durante le cerimonie. Nella maggior parte delle culture africane tradizionali, chi indossa una maschera abbandona la propria identità e viene trasformato nello spirito che la maschera rappresenta. Questo scopo viene in genere raggiunto con l'ausilio di altri elementi rituali, come certi tipi di musica o di danza; in diverse culture, inoltre, la maschera si accompagna a costumi rituali, che contribuiscono a nascondere l'identità del danzatore o del sacerdote mascherato. Colui che indossa la maschera diventa quindi una sorta di medium che consente al villaggio di dialogare con le proprie divinità, gli antenati, i defunti, gli animali o altri spiriti della natura. Per questo motivo, danze e rappresentazioni mascherate svolgono spesso una funzione propiziatoria in cerimonie e celebrazioni come matrimoni, funerali, riti di iniziazione, feste del raccolto. Fra i rituali più complessi si possono citare le rappresentazioni in costume e maschera di alcuni popoli della Nigeria, fra cui Yoruba ed Edo, che presentano molte analogie con il concetto occidentale di teatro.  (Archivio https://worldhistoryarchive.co.uk/)

Già alcune tribù dell’Africa occidentale conoscevano e mettevano in pratica questo insegnamento secoli fa, danzando attorno al fuoco al suono ritmico dei tamburi, sviluppando con il corpo e la gestualità dei movimenti ripetitivi, accompagnati da un sottofondo musicale o ritmico. Questo insieme di fattori produceva tra i presenti un rallentamento dell’attività mentale e induceva  a uno stato di trance naturale o spontaneo. Uno tra i popoli più antichi del mondo, si narra infatti che provengano dalle stelle, a tramandare queste pratiche ipnotiche è quello dei Boscimani o San del deserto del Kalahari. Si può dire che questa tribù disponesse di tecniche di guarigione assolutamente naturali, che facevano uso dell’ipnosi come cura alternativa. Arte, musica e danza erano utilizzate nelle guarigioni sciamaniche dei Boscimani: si tratta davvero dei primi tipi di terapie di guarigione basate su elementi naturali: questo popolo conosceva e faceva anche uso di molte erbe selvatiche. Gli sciamani del Kalahari potevano essere sia uomini che le donne, guaritori che, attraverso la loro capacità di contatto, guidavano e la trance dance ipnotica.

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In Africa i canti e le danze accompagnano ogni momento della vita quindi abbiamo una danza per invocare la pioggia, una per accompagnare il defunto nell’aldilà, un’altra per pregare, una per celebrare il matrimonio ecc. La danza africana è una manifestazione della cultura stessa, condivisa da tutto il gruppo di riferimento.

IL SIGNIFICATO DELLA DANZA

« Il ballo, che oggi va tanto di moda soprattutto tra i giovani, prima di essere una moda o una tendenza è un’espressione naturale del corpo e della cultura di un popolo, nonché un’antica forma di devozione»

Il nostro essere, la nostra mente, il nostro animo si esprimono attraverso il corpo, che è la nostra porta verso il mondo esterno, è la nostra parte materiale, il mezzo con il quale manifestiamo le nostre passioni, soddisfiamo i nostri desideri, i nostri bisogni, percepiamo noi stessi e gli altri, attraverso il quale ci realizziamo. La nostra esistenza sulla terra è imprescindibile dal nostro corpo. In questo contesto il ballo con la sua gestualità diventa linguaggio con il quale possiamo esprimere le nostre emozioni, senza utilizzare la parola, ma attraverso la musica, diventando sempre più spesso terapeutico e liberatorio. Nell’arco della storia il ballo è diventato pian piano un’arte, una vera e propria disciplina, dove le evoluzioni dei ballerini si trasformano in performance. Il ballo però è anche intriso di molteplici significati legati agli dèi, alla guarigione, alle tradizioni popolari e al contatto con il divino. Ciascun tipo di danza predilige alcuni movimenti piuttosto che altri. Questa preferenza corrisponde allo stile di un ballo. Vediamo insieme in che modo la danza si è evoluta ed ha avuto significato nei vari popoli e contesti storici.

L’obiettivo delle danze è la guarigione e la connessione con il nostro spirito. Gli antichi infatti vedevano la natura e tutto ciò che essa comprendeva come una manifestazione del divino. Di riflesso mimare la natura era considerato un modo per collegarsi alle divinità. Fu questa l’origine della danza. Anche in parti geografiche diverse, ogni cultura ha conosciuto un tipo di danza basata sul mimare gli animali e gli elementi della natura.

Kaduna - nord della Nigeria. Diversi ballerini si esibiscono in eccezionali acrobazie - l'antenata della breakdance.   (Archivio Huntley - http://www.huntleyarchives.com - film 98275) - 1959

Gli uomini primitivi in qualsiasi parte del mondo adoravano il pulsare del pianeta, che manifesta la sua forza con l’acqua, l’aria, il fuoco e la terra. Con le danze, essi cercavano di ottenere coraggio, compassione, di prevedere il futuro tramite visioni o di guarire. Danzare era un po’ come pregare o rendere omaggio. Ma in che modo avveniva la guarigione? Tramite tamburi e percussioni l’individuo cadeva in uno stato di trance e in quello stato si collegava ai poteri di guarigione dello spirito. Le danze sciamaniche erano diffuse non solo tra i nativi americani e gli africani ma anche in Cina. In Cina le danze si praticano ancora oggi al fine di migliorare la salute, esse sono incluse negli esercizi di qigong. Durante la dinastia Zhou c’era un rituale popolare per il Capodanno denominato «il grande esorcismo». Uno sciamano indossava una pelle d’orso sulla testa, con quattro occhi d’oro, come per guardare nelle quattro direzioni. Danzando attraverso il villaggio, seguito da una processione di abitanti che portavano maschere rappresentanti i vari animali dello zodiaco cinese (topo, gallo, maiale…), cacciava via pestilenze e spiriti maligni. In Cina esistono molte rappresentazioni delle danze sciamaniche e l’uomo saggio in lingua taoista veniva raffigurato come uno sciamano danzante coperto di piume. Queste danze, successivamente, diedero l’impressione di conferire salute e longevità e vennero integrate nel qigong come danze terapeutiche.

Video originale dell' Africa coloniale tra suoni di tamburi e danze tribali - 1925

Tra le culture native americane ed afroamericane è diffusa anche la danza sacra, che comprende l’uso di suoni, percussioni, nenie e maschere. Con la danza sacra si svuota la mente, si trasforma il proprio essere e la propria immagine al fine di risolvere problemi e guarire, infatti si tratta di una danza di trasformazione. Nella società contemporanea, la danza è divenuta un'attività ricreativa o una forma di esercizio, così nel tempo si è perso il suo significato spirituale.  Molte cose nella nostra società che erano sacre un tempo, sono diventate ricreative. La danza è una, il sesso è un'altra, e un'altra sono le piante sacre, sostanze che erano impiegate un tempo in rituali per ottenere un collegamento con lo spirito.

Northern Suku mahamba masks, Democratic Republic of the Congo, 1976. Photo by Arthur Bourgeois.

Danzatori in Nigeria che ballano per esorcizzare gli spiriti maligni

La danza era il modo più prolifico in cui ci collegavamo con lo spirituale, poiché è culturale, esisteva in tutte le società tribali su tutti i continenti del pianeta. Tutti danzavano, ed essa è un veicolo di guarigione attraverso il quale ci si può mettere in comunione con lo spirito. Basti pensare che nelle tribù esiste una danza per ogni occasione, una per la pioggia, una per il sole, una per le cerimonie religiose, una per i matrimoni, in definitiva la danza rappresenta per loro un mezzo di comunicazione alternativo alla parola. Ad esempio, a distanza di secoli ancora oggi, le movenze ed acrobazie dei ballerini di Free Step, vengono paragonate alle prove di iniziazione dei giovani chiamati a diventare adulti nei villaggi, il ritmo dei tamburi è evocato dal suono ossessionante della musica elettronica.​ La danza diventa perciò un combattimento contro le proprie debolezze, le proprie  paure  ed è  un collegamento con la Madre Terra. ​Culture di ogni continente su questo pianeta hanno abbracciato nello stesso momento forme uniche di danza basate sugli animali e sugli elementi della natura presenti nel loro ambiente. Lo scopo della loro danza era «penetrare la coscienza» o «divenire lo spirito»  del sole, della luna e della vita di vari animali e piante. Essi ritenevano che attraverso questi rituali di danza, gli spiriti all'interno della natura potessero dar loro capacità quali il coraggio e la compassione, ed anche dar loro visioni del futuro. Per migliaia di anni la danza spirituale è rimasta una parte integrante di come abbiamo mantenuto e potenziato la nostra relazione con la terra.

«Danzare come la natura» era vibrare alla stessa velocità del creatore, la stessa cosa che fanno i neonati che mimano il loro ambiente in segno d'amore ed apprezzamento per l'esistenza di ciò che lo circonda. La danza era un sinonimo di ciò che chiameremmo preghiera, una dimostrazione di reverenza, e la danza favoriva regolarmente la salute e la vitalità spirituale e fisica. Inoltre, la danza era una porta per l'anima o per  «lo spirito interiore» e danzare fino a portarsi ad uno stato di trance significava collegarsi completamente ai poteri di guarigione dello spirito. ​ La danza in epoca primitiva fa spesso parte dei riti che assicurano la fertilità della natura e la caduta della pioggia; i motivi e le forme delle danze di fertilità sono innumerevoli: la danza circolare, del gruppo e di un singolo, intorno, ad esempio, ad un mucchio di canne da zucchero o di altri prodotti di cui si desidera la raccolta. L’albero rappresenta un’allusione alla fertilità maschile, portatrice di potere germinativo e produttivo. La maggior parte dei riti di fertilità agraria trova infatti origine nella fertilità umana: seminare e generare sono regolati da una stessa legge. L’albero costituisce un “centro sacro” di fertilità; la forma circolare ha un valore magico, “potente”; circondare un oggetto significa prenderne possesso, ridurlo in proprio potere (per es. la danza dello sciamano intorno all’ammalato esorcizza lo spirito della malattia).
In molte danze di fertilità è indispensabile il salto: più in alto si salta, più alte cresceranno le spighe del grano.
Le danze di carattere collegate alle stelle, solari e lunari nascono nell’intento di garantire la regolarità dei fenomeni celesti e di assicurare quindi la continuazione della vita e la fertilità sulla terra.  Attraverso le danze collegate alle stelle si tenta di conservare l’ordinamento del cielo, imitandolo mediante la danza. Qui la danza nasce dalla scoperta stessa dell’astronomia e delle leggi che regolano il movimento dei pianeti, e l’alternarsi dei giorni e delle stagioni. La conoscenza dei ritmi della natura è essenziale per l’uomo soprattutto per i popoli agricoltori. Tali danze imitano nelle forme e nei movimenti le caratteristiche e il corso degli astri. Le danze solari possono procedere alternativamente verso oriente e verso occidente, seguendo il sentiero del sole attraverso il cielo (per es. i danzatori attorno ad un fuoco).
Le danze lunari sono ispirate a motivi coreografici, che seguono il corso della luna e le sue fasi, il suo scomparire e riapparire, crescere e diminuire (ad es. metà dei danzatori si accoccola per terra, l’altra metà continua a danzare, siede e si rialza, salta e si ripiega).

La danza è nata con l'uomo primitivo, che con essa esorcizzava gli spiriti del male, esorcizzava le sue proprie paure ancestrali e i «guerrieri-ballerini» erano i portavoce delle divinità adorate nelle tribù. L'uomo primitivo associava vita e morte a movimento e suono. Cantare e ballare diventano simboli della vita, mentre la quiete e il silenzio sono simboli di morte.

Gli antichi vedevano la natura e tutto ciò che essa comprendeva come una manifestazione del divino.

Gli antichi vedevano la natura e tutto ciò che essa comprendeva come una manifestazione del divino. Di riflesso mimare la natura era considerato un modo per collegarsi alle divinità. Fu questa l’origine della danza. Anche in parti geografiche diverse, ogni cultura ha conosciuto un tipo di danza basata sul mimare gli animali e gli elementi della natura.

Pitture rupestri. Donne che ballano intorno a un uomo, nella grotta di Cogull, a Lleida.

Pitture rupestri. Donne che ballano intorno a un uomo, nella grotta di Cogull, a Lleida.

L’uomo, quando prova una grande gioia o un profondo dolore, sente il bisogno di manifestarli non solo a parole, ma anche attraverso i movimenti del corpo. Già presso gli uomini primitivi, la danza era ritenuta uno dei mezzi più adatti per esprimere sentimenti e desideri. Le prove sono nelle raffigurazioni dipinte nelle grotte della Penisola Iberica, risalenti all’ultimo periodo paleolitico. Esse rappresentano degli uomini che danzano intorno a figure animali, forse rituali per propiziare a caccia. Naturalmente anche la danza della guerra era molto diffusa tra i popoli primitivi.  Ma i balli degli uomini primitivi erano piuttosto scomposte, poi col progredire della civiltà si raffinarono, prendendo movenze composte ed aggraziate ed arrivando alle danze religiose dette sacre. Le prime manifestazioni artistiche appaiono nel Paleolitico Superiore e sono legate al pensiero magico-religioso che ha a che fare con la sopravvivenza. Le danze riflettono gli eventi della vita. Dobbiamo verificare il gesto, il ritmo e l'espressione come prima della parola. Dal momento che nel periodo paleolitico la sopravvivenza era legata alla caccia e agli animali, la danza riflette questo ed è per questo che troviamo nei dipinti uomini con maschere di animali che danzano prima della caccia. Dietro tutte le manifestazioni artistiche c'è la credenza nelle forze della natura, negli spiriti o "dei". L'uomo voleva ottenere le sue benedizioni, i benefici, placarli, ecco perché queste manifestazioni hanno un senso magico-religioso.

LE DANZE VERNACOLARI | Le «danze vernacolari» sono quelle più primitive create all'interno delle tribù di appartenenza, che si sono tramandate di padre in figlio e che non sono state influenzate da altre danze delle tribù vicine; sono quelle più «antiche».

LE DANZE URBANE | Le «danze urbane», sono quelle danze che hanno subito influenze da altri stili di danze e, solitamente si sono evolute con lo scopo di divertirsi e stare insieme con gli amici (vedi le danze degli schiavi nelle piantagioni).

LE DANZE COMPETITIVE | Le «danze competitive» sono quelle danze che si sono trasformate nel tempo in vere e proprie competizioni per misurare le proprie abilità di ballerini con lo scopo di vincere e per essere il migliore tra tutti, come ad esempio i combattimenti di hip pop e b-boying/b-girling.

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