Nel 1865 i cittadini di New Orleans si riunirono in «Congo Square» per commemorare l'assassinio del presidente Lincoln.

Quando la guerra civile americana finì, ci fu un tentativo da parte dei leader della città bianca di sopprimere i raduni, addirittura ribattezzarono la piazza in «Piazza Beauregard», in onore del Generale Confederato,  ma la gente del posto la chiamava ancora Congo Square. Il nome tradizionale, Congo Square è stato restaurato nel 2011 dal Consiglio comunale di New Orleans.

Ogni domenica gli schiavi africani si riunivano in Congo Square e vendevano merci per raccogliere denaro per comprare la loro libertà. Inoltre  si riunivano anche per cantare, ballare e creare musica. Gli strumenti originali usati includevano tamburi africani lunghi e stretti, precedentemente banditi in America, perché venivano utilizzati per trasmettersi tra di loro messaggi in codice utili per la fuga.

New Orleans, 1819. Quaderno di Benjamin Henry Latrobe, con illustrazione dello strumento a corde suonato in Congo Square. Latrobe dice che lo strumento è stato portato dall'Africa, ed è stato suonato da un vecchio di circa 80 o 90 anni.

«CONGO SQUARE»

 

«Tutto ciò che New Orleans è -  è il  risultato di Congo Square»

(Tommy Myrick, Assistente direttore del Centro di studi africani e afroamericani)

«Congo Square» al giorno d' oggi - New Orleans | Luisiana

«Congo Square» nel 1942 - New Orleans | Luisiana

Nella vecchia città di New Orleans, nello stato della Luisiana, la piazza tra Rampart Street e Orleans Street, oggi conosciuta come Armstrong Park fu, nel passato, chiamata con nomi diversi: - «Beauregard Square», «Circus Square», «Congo Square», «Place des Nègres», «Congo Plains» e  altri nomi ancora. Il «Congo Square» era il luogo in cui gli schiavi neri si riunivano per cantare e ballare la domenica pomeriggio. Questi raduni domenicali furono cancellati e ripresi più volte nel corso dei decenni ed ebbero un rilievo importante nella storia di New Orleans e nella nascita del jazz. Il «Congo Square» veniva utilizzata anche per spettacoli di animazione circensi, eventi con le mongolfiere, esibizioni con il pallone, spettacoli equestri, gare di combattimenti di galli, corse a piedi, spettacoli in carrozza, fuochi d'artificio, addestramenti militari, esecuzioni pubbliche di criminali, vendita di schiavi e molti altri eventi della città. Nel 1864 più di ventimila persone si riunirono per celebrare la proclamazione di emancipazione degli schiavi afroamericani. Nel 1865 i cittadini di New Orleans si riunirono in «Congo Square» per commemorare l'assassinio del presidente Lincoln.

Congo Square al giorno d' oggi. Essa si trova all'interno del Louis Armstrong Park a 700 N Rampart Street, proprio di fronte al quartiere francese di Faubourg Treme.

Il «Congo Square» si trova all'interno del Louis Armstrong Park a 700 N Rampart Street, proprio di fronte al quartiere francese di Faubourg Treme.

Il «Congo Square» divenne la meta di migliaia di visitatori che si recavano a New Orleans per assistere agli spettacoli degli schiavi africani e dei popoli indigeni americani, che si riunivano in quella piazza per ballare e per suonare le loro tradizioni culturali. A New Orleans la legge affermava che  «gli schiavi dovevano essere liberi di godersi la domenica, e nel caso fossero stati impiegati in attività lavorative, dovevano essere pagati cinquanta centesimi al giorno». Fu proprio in momenti come questi che gli schiavi si divertivano insieme, tra suoni di tamburi e improvvisazioni di nuovi passi di danza, e in questi raduni che si formò la musica jazz e gli stili di danza come ad esempio la «tap dance», la «breakdance», il «baton twirling» e altri stili ispirati da un'arte marziale degli schiavi brasiliani angolani emigrati al nord e  conosciuta come «Capoeira». Si racconta che le danze somigliavano a quelle dell'Africa occidentale e centrale e delle Indie occidentali francesi e spagnole, tra cui Haiti e Cuba. Gli schiavi africani delle piantagioni si esibivano costruendosi da soli gli strumenti musicali a somiglianza di quelli che utilizzavano in Africa. Gli spettacoli culturali in «Congo Square» diedero la possibilità di far sentire lo stile musicale africano non solo alla popolazione di New Orleans ma anche ai numerosi visitatori provenienti da tutto il mondo. L'unico posto dove gli schiavi avevano il permesso di riunirsi ufficialmente era il «Congo Square» e, per tutto il tempo dei raduni le autorità erano sempre vigili alle ribellioni degli schiavi. La musica africana in «Congo Square» divenne un'attrazione turistica per la città di New Orleans, portando alla creazione dell'unico autentico stile musicale nato in America. Il musicista Louis Moreau Gottschalk visitò insieme alla sua baby-sitter nera  il «Congo Square» e, in base a quello che vide in quella piazza, nel 1848 fu ispirato a scrivere una delle sue composizioni più famose  chiamata «La Bamboula» che era anche il nome di una delle danza ballate nella piazza. Gottschalk, dedicò questo componimento ad Isabella II di Spagna. 

Danze  e musiche in Congo Square  - 1810 

A un certo punto, tra il 1837 e il 1843 i raduni in «Congo Square» furono vietati, ma nel 1845 fu approvata un'ordinanza che ripristinava le danze in «Congo Square». La colonia della Luisiana, passò  prima dal controllo francese e spagnolo e successivamente sotto la confederazione degli Stati Uniti D'America. Le danze erano diventate un'importante attrazione turistica favorendo le attività economiche della città e proprio per questo numerosi cittadini di New Orleans chiesero al Comune che i raduni venissero ripristinati. Gli schiavi di solito cominciavano ad arrivare in «Congo Square» circa un'ora prima dell'orario previsto per le danze, gli uomini dallo sguardo fiero indossavano i loro abiti imbottiti dati loro dai loro padroni, le donne indossavano vestiti in tessuto di cotone grezzo, non sbiancato e non lavorato, con dei fazzoletti di cotone dai colori vivaci come copricapo per legare i loro capelli che i creoli chiamavano i «tignon». Gli schiavi portavano con sé i loro figli, vestendoli con indumenti vecchi e rovinati adornati con applicazioni di piume colorate o pezzetti di nastrini cuciti a mano. Intorno alla piazza gli schiavi vendevano le loro merci, con alcuni che esponevano grandi vassoi appesi al collo e altri che riparati da tende da sole in cotone vendevano birra allo zenzero, torte, limonata e dolci allo zenzero chiamati «Maulatto's Belly». Poi, al segnale delle forze dell'ordine gli schiavi si riunivano al centro della piazza accompagnati dal suono del rullo del tamburo, quest'ultimo formato da due enormi ossa di bue che picchiavano sulla testa di una botte di cui era stato modellato una specie di tamburo o tamburello chiamato il «Bamboula».  Questo suono divenne il ritmo costante per dare inizio alle danze in «Congo Square». Gli schiavi ballavano al ritmo del suono prodotto dal rullo del tamburo del batterista, il quale suonava senza fermarsi mai e senza pause, per tutto il tempo dei festeggiamenti, fino al tramonto. Le danze preferite dagli schiavi sono descritte in un lungo articolo dello scrittore, George Washington Cable. Le danze avevano nomi come la «Calinda», (una variazione di una danza religiosa che si chiamava «Voodoo») e la danza «Bamboula». Entrambe queste danze erano l'evoluzione di movimenti e gesti della cultura tribale africana. Con il passare degli anni queste danze si mescolarono alle danze francesi dello stato della Louisiana, in particolare con le danze francesi di New Orleans. Un'altra persona che vide le danze in «Congo Square» fu J. G. Flugel, un commerciante tedesco. Egli osservò le danze nel febbraio del 1817 e registrò nel suo diario quanto segue:
«Le loro danze sono certamente curiose, in particolare per un europeo: la loro postura e i loro movimenti assomigliano in qualche modo a quelli delle scimmie: con un pò di fantasia si possono prendere per un gruppo di babbuini, ma questi poveri disgraziati ignorano completamente qualsiasi cosa, come le buone maniere  della società civile ( poiché i loro padroni  non gli insegnano nulla, per lo meno potrebbero occuparsi della loro istruzione) non bisogna stupirsi delle loro azioni. La ricreazione è almeno naturale e sono liberi in confronto a quei poveri disgraziati, schiavi delle loro passioni. Ho visto oggi tra la folla Gildmeister di Bramen, impiegato o collaboratore di Teatzmann, che mi ha detto che tre dei negri del gruppo più vicino a noi erano ex re o capi in Congo, percepisco in loro un comportamento più gentile, sono riccamente decorati e danzano estremamente bene».

«The Hoodoo Dance» - 1895 -  disegno di Edward W. Kemble che raffigura la danza Voodoo

«La Bamboula» - 1886 - Disegno di E. W. Kemble eseguito in base all' articolo che scrisse George Washington Cable quandò visitò il «Congo Square»

La «Calinda» -  la danza dei neri africani portata in America - Dipinto di  François Aimé Louis Dumoulin

La maggior parte degli schiavi di New Orleans proveniva dall'Africa, ma c'erano anche schiavi provenienti dai Caraibi e dalle colonie francesi e spagnole dell'America Latina. New Orleans è sempre stata una miscela di culture, e questo è ciò che rende New Orleans così speciale. Tutti hanno influenzato la cultura, l'architettura e, naturalmente, la musica di New Orleans, rendendola la culla del jazz. Ed è stato proprio in questa città della Luisiana, nel mezzo di una forte discriminazione, che sono emerse alcune delle radici musicali più importanti del continente. Il «Congo Square», sorge su un terreno in cui la tribù indiana degli «Houma» utilizzava prima dell'arrivo dei francesi, per celebrare il loro raccolto annuale di mais e questa piazza era considerata terra sacra. Il «Congo Square» era il luogo in cui gli schiavi neri potevano sentirsi di nuovo africani, anche se solo per un pomeriggio alla settimana. Si riunivano nella piazza, approssimativamente per tribù, portavano tamburi, campane e altri strumenti musicali, per suonare musica, cantare e ballare. Queste danze ballate nella  «Congo Square»,  non durarono a lungo. Gli storici confermano che questo rituale proseguì negli anni successivi, ad eccezione di un'interruzione durante la guerra civile americana, e ripresero successivamente fino al 1885, quando incominciarono ad emergere le prime bande di musica jazz a New Orleans e la scomparsa definitiva  è probabilmente antecedente al 1870, anche se le danze potrebbero  essere proseguite per un certo periodo di tempo in riunioni private. In ogni caso, questa tradizione africana  si tramandò oralmente anche tra i giovani delle generazioni successive che non avevano vissuto quel periodo storico, questo a testimonianza di come quel periodo sia entrato a far parte della memoria collettiva e della storia orale della comunità nera della città. 

Fu nella Congo Square del 18° secolo che molte famose danze portate dall'Africa centro-occidentale poterono essere viste da tutti

La decisione delle istituzioni di New Orleans, nel 1817, di concedere l' utilizzo della «Congo Square» per le danze degli schiavi africani, si distingue come un grado di tolleranza esemplare. In altri luoghi, ad esempio, le tradizioni musicali e le danze del popolo dell' Africa centro-occidentale venivano scoraggiate o addirittura soppresse. Dopo la rivolta degli schiavi in Stono River nella Caroline del Sud, nel 1739, l' uso dei tamburi venne vietato in quanto i suoni venivano utilizzati come codici per segnalare un attacco alla popolazione bianca.  In Georgia, ad esempio, furono proibiti non solo i tamburi ma anche corni o gli strumenti a fiato. Inoltre, anche le organizzazioni religiose parteciparono al tentativo di controllare le rivolte afroamericane  integrando gli schiavi nelle loro comunità attraverso  il richiamo della musica e dei  canti di chiesa e per «trasformare» i canti afroamericani secondo i canoni della musica occidentale.

La danza «Bamboula», fu una delle danze più popolari nella «Congo square». Classificata come una danza vernacolare, fu portata nei Caraibi dagli schiavi che abitavano lungo il fiume Congo in Africa. Questa danza rappresentava per loro più di una danza, essa era l' identità di un popolo, era tutto ciò che li teneva uniti in una terra straniera, era una danza di libertà contro la schiavitù. Come affermò Maryann Golden Christopher, la più importante icona culturale di «Bamboula», in un' intervista del 2013 sulla storia di questa danza, pochi mesi prima della sua morte ebbe a dire: «La danza «Bamboula» è una danza portata dagli schiavi dell' Africa occidentale quando arrivarono per la prima volta nei Caraibi... questa danza  la puoi trovare su e giù per i Caraibi, in differenti stili della stessa danza. La danza inizia con lo scuotere la gonna, e scuoti la gonna e fai in quel modo, per mandare fuori gli spiriti cattivi, e scuoti la gonna e torni indietro per portare gli spiriti buoni dentro... Chiunque fosse il popolo che ballava questa danza, ha influenzato il modo in cui la danza continuava, essa continuava con i tamburi... L'isola di Saint Croix è molto importante per me. Nel 1848 essi decisero di averne abbastanza della schiavitù, e decisero di fare una rivolta. Per me è importante sapere che nessuno ci ha liberato, eravamo combattenti. E la maggior parte delle persone che hanno guidato le rivolte erano donne. Donne. In moltissime occasioni le donne sono andate a combattere con i tamburi. Erano ballerine di «Bamboula», molte di loro. Quindi, parlo della mia gente perché ... è così ... Sono una persona di colore, che è molto orgogliosa di essere prima una donna delle Isole Vergini e poi una donna americana. Ma soprattutto una donna delle Isole Vergini. »

Il significato della danza Bamboula raccontata dalla ballerina MaryAnn  Golden Christopher

Proclamazione dell'emancipazione degli schiavi afroamericani 1864

Proclamazione della emancipazione degli schiavi afroamericani. Testo circondato da scene di schiavitù, dalla cattura alla vendita, alla sottomissione, al lavoro e alla liberazione. Litografia colorata del 1864. (World History  Archive (https://worldhistoryarchive.co.uk)

Maryann Golden-Christopher era una talentuosa donna delle Isole Vergini. Era educatrice, storica, artista, designer, scrittrice, insegnante di danza, genealogista e molto altro ancora. Una delle grandi passioni di Maryann era la danza Bamboula. Attraverso questa danza, sentiva una connessione spirituale con i suoi antenati africani. La Bamboula fu portata nelle colonie caraibiche danesi dai nostri antenati africani schiavizzati. Per molti anni la Bamboula, insieme ai tamburi furono banditi dai coloni danesi. I danesi avevano capito che la Bamboula era più di una semplice danza; era una forza unificante.
Per molti anni la Bamboula fu tenuto in vita nella città di San Tommaso, nei Caraibi, dalla signora Clara Matthias e dalla sua famiglia. Alla fine degli anni '70, pochissime persone avevano  sentito parlare della danza Bamboula. Nei primi anni '80, Maryann fu introdotta alla danza Bamboula per la prima volta da una delle più grandi icone culturali delle Isole Vergini, Jean Esannason. Esannason era una specialista di studi sociali ed insegnava la danza agli insegnanti in molte scuole. Maryann aveva un modo di convincere la gente a fare cose che non avrebbero mai pensato di poter fare. Molti insegnanti, amministratori e genitori impararono la danza Bamboula proprio da Maryann. Maryann si lasciò coinvolgere da questa danza e ci mise anima e cuore. Così è stato con la  Bamboula; lei, insieme ad alcuni suoi amici, realizzò i costumi di Bamboula per adulti e studenti.
Per molti anni, questo gruppo partecipò alla Notte Culturale e si unì a portare il Carnevale ai pazienti e ai lavoratori dell'Ospedale Roy L. Schneider. Si esibirono per gli anziani presso il Centro per anziani di Anna's Retreat e per la Casa di cura per infermieri Sea View. Il governatore Alexander Farrelly portò il gruppo a St. Croix per la celebrazione del 75° anniversario della liberazione delle isole dalla Danimarca agli Stati Uniti. Questo gruppo prese parte al Festival folcloristico nei terreni del Reichhold. Questa performance fu trasmessa numerose volte da Discovery Channel. Il Governatore Roy L. Schneider fece in modo che il Gruppo Bamboula fosse invitato alle funzioni del Government House.

Maryann ha insegnato il Bamboula a presidi, insegnanti, para-professionisti, genitori e, in alcuni casi, intere famiglie. Ha anche fatto in modo che sua figlia, Allegra, sapesse ballare la Bamboula.

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