Nessuno è nato schiavo, né signore, né per vivere in miseria,
ma tutti siamo nati per essere fratelli
(Nelson Mandela)

FREE STEP ITALIA

ha lo scopo di riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell' Uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, ha lo scopo di trasmettere un messaggio di uguaglianza, rispetto e solidarietà reciproca, basato sul rigetto di qualsiasi forma di discriminazione, con la consapevolezza che le diversità siano fonte di arricchimento per tutti, e lo fa attraverso l'insegnamento del Free Step. Questa danza racconta il dramma della schiavitù e della segregazione razziale del popolo africano. Ora più che mai abbiamo bisogno di radicare un'etica, uno spirito, una cultura sul valore della interconnessione umana, se vogliamo affrontare le forze più oscure e pericolose del nostro passato come nazionalismo e razzismo.

« Una danza che non è solo una danza »

UNA DANZA IN COSTANTE EVOLUZIONE

Il Free Step, è un complesso di differenti stili e tecniche piuttosto complicate da classificare, proprio per questo è influenzata da molti stili di danze delle tradizioni africane e della comunità afro-americana, carpendo però, con il passare del tempo insegnamento anche da altre civiltà, assorbendo così il movimento europeo che ha donato finezza e classe ai movimenti, mentre dello stile africano ha mantenuto l'adrenalina ritmica e selvaggia e la magia primordiale. Durante il colonialismo gli schiavi africani appartenenti ad etnie diverse portarono in America memorie di danze tribali proprie, forme di combattimento, musiche, riti aggregativi che fondendosi svilupparono nuove forme ibridate. Il Free Step ha unito le danze della tradizione afroamericana, indigena locale americana ed europea, diventando non solo una danza  ma il simbolo dell' integrazione di centinaia di culture differenti. Nello specifico questa danza è aperta al nostro prossimo ed è  in costante evoluzione e va di pari passo con i cambiamenti culturali.  

GLI AFROAMERICANI NON SONO NATI CON IL «CROMOSOMA DANZA»

Il Free Step non è però una «questione di sangue» come molti continuano a sostenere usando frasi fatte, ma di cultura. Gli afro-americani non nascono con il «cromosoma danza». Il ritmo non è né africano né italiano né americano; non appartiene alla cultura di nessun popolo ma è universale poiché il ritmo originario è il battito del nostro cuore. La musica e la danza hanno sempre rappresentato per gli schiavi neri d’America il solo conforto ed il solido sostegno ai tormenti fisici e morali subiti. Gli schiavi sopravvissuti alla tratta e comprati dai padroni bianchi, furono deportati nelle grandi piantagioni di cotone e costretti a vivere e lavorare in condizioni disumane: a loro non restava altro che adattarsi e rassegnarsi ad un nuovo mondo, fatto di regole tanto spietate quanto incomprensibili. Furono privati di dignità, umiliati, linciati ed emarginati, ma soprattutto furono costretti a rinunciare ad un bene d’immenso valore: la libertà.  Di fronte a questa situazione, fu per loro inevitabile sviluppare una forma interiore di resistenza, richiamando le sole risorse culturali che avevano potuto portare con sé. Tra queste risorse quella che più si dimostrò capace di accompagnare lo schiavo nella sua monotona e dura resistenza fu la musica. Fu nella New Orleans, ad inizio Ottocento, nella piazza poco distante dalla città chiamata «Place des Nègres» o «Congo Square» che molte danze vernacolari portate dagli schiavi dell' Africa centro-occidentale poterono essere viste per la prima volta da tutti, tramandandosi fino agli inizi del Novecento assorbendo gli influssi culturali di centinaia di gruppi etnici africani, indigeni locali ed europei. Alcuni scritti del tempo riportano che le danze somigliavano a quelle dell'Africa Occidentale e Centrale e alle Indie occidentali francesi e spagnole, tra cui Haiti e Cuba. Il «Congo Square» divenne la principale attrazione turistica per la città di New Orleans e portò alla formazione della danza e della musica jazz in America. Successivamente, dalle danze vernacolari ballate dagli schiavi in «Congo Square» si arrivò alle danze ballate nei locali blasonati americani, danze come ad esempio, il Charleston, il Jitterbug, il Lindy hop, la Tap dancing, il Boogie-woogie, il C-walk, lo Shuffle, la B-boying/B-girling, l' Hip hop. Tutte queste danze sono state successivamente assorbite nella danza Free Step, una danza che unisce tutte le altre danze, un «passo livre» (un passo libero), una danza dei popoli, espressione di emancipazione della povera gente. Il Free Step è diventato una sorta di vessillo per affermare la propria identità culturale diventando così il loro mezzo di emancipazione.  

«Non lasciare che il Free Step muoia, perché il Free Step è la vita.

La nostra anima. La nostra gioia»

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